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LAURA...Stringi la mia mano... e saremo amici...
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August 13 BELLEZZATi do me stessa, le mie notti insonni, i lunghi sorsi di cielo e stelle - bevuti sulle montagne, la brezza dei mari percorsi verso albe remote. Ti do me stessa, il sole vergine dei miei mattini su favolose rive tra superstiti colonne e ulivi e spighe. Ti do me stessa, i meriggi sul ciglio delle cascate, i tramonti ai piedi delle statue, sulle colline, fra tronchi di cipressi animati di nidi - E tu accogli la mia meraviglia di creatura, il mio tremito di stelo vivo nel cerchio degli orizzonti, piegato al vento limpido - della bellezza: e tu lascia ch’io guardi questi occhi che Dio ti ha dati, così densi di cielo - profondi come secoli di luce inabissati al di là delle vette - Antonia Pozzi - 4 dicembre 1934 - August 02 DESIDERIO DI COSE LEGGEREGiuncheto lieve biondo
come un campo di spighe presso il lago celeste e le case di un'isola lontana color di vela pronte a salpare - Desiderio di cose leggere nel cuore che pesa come pietra dentro una barca - Ma giungerà una sera a queste rive l'anima liberata: senza piegare i giunchi senza muovere l'acqua o l'aria salperà - con le case dell'isola lontana, per un'alta scogliera di stelle - ANTONIA POZZI - 1° febbraio 1934 - July 06 IL RICORDO DI UN AMICO
Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto, David Maria Turoldo
June 19 IL GRAZIEUn'insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite. una semplice mano disegnata in maniera infantile. "Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare" disse un bambino. "Un contadino" disse un altro, "perché alleva i polli e le patatine fritte". "E' la tua mano, maestra" mormorò il bambino. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.
Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?
Bruno Ferrero - Libro: A volte basta un Raggio di Sole
June 08 VITA DELLA MIA VITA...
Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare puro il mio corpo, sapendo che la tua carezza vivente mi sfiora tutte le membra. Sempre cercherò di allontanare ogni falsità dai miei pensieri, sapendo che tu sei la verità che nella mente mi ha acceso la luce della ragione. Sempre cercherò di scacciare ogni malvagità dal mio cuore, e di farvi fiorire l'amore, sapendo che hai la tua dimora nel più profondo del cuore. E sempre cercherò nelle mie azioni di rivelare te, sapendo che è il tuo potere che mi dà la forza di agire. (Rabindranath Tagore)
June 01 IL GIRASOLE
In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio
nel centro, una pianta senza nome.
Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno una erbaccia e non gli rivolgevano la parola. Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali. Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre. La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l’altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa. Tanto che, dopo un po’, il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri. Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po’ d’invidia. «Quello spilungone è un po’ matto», bisbigliavano dalie e margherite. La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nei cielo, lei l’avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante. Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all’unisono con il sole. Così non si sarebbero lasciati mai. Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. «Si è innamorato del sole!», cominciarono a propagare ai quattro venti. «Lo spilungone è innamorato del sole!», dicevano ridacchiando i tulipani. «Ooooh, com’è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole. La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo. Così i garofani gli misero nome «girasole». Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato. Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole!». Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi dei giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole. «Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante, come te», gridarono le bocche di leone per farsi sentire. «Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un pò. Che ci volete fare? Il sole è la mia vita e io vivo per lui...». Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l’udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l’innamorato del sole». May 25 SE Vedresti la bellezza che piena d'allegria Se tu fossi nel mio cuore per un giorno Protagonista del tuo amor
Da quell'istante insieme a te Josh Groban May 24 " E DUNQUE " Anche se il Nulla ti circonda come un oceano,anche se mai la Nube si scioglierà e nessuno mai
a occhio nudo ti potrà vedere,
ti raggiunga il canto del cuore, il canto colmerà l'abisso.
La cosa che vale è che Tu ci conosci come noi non ci conosciamo:
Tu, luce della nostra esistenza.
Anche di amarTi a noi è negato se tu non semini in noi l'amore,
sola fine della tua e nostra solitudine.
(David Maria Turoldo)
Ringrazio il mio amico Michele per avermi inviato questo messaggio
May 15 MELODIE DELL' ANIMA
May 10 QUEL FUOCO NON SI SPEGNE MAI![]() "Spirito Santo, Spirito del Dio vivente,Tu soffi su ciò che in noi è povero e fragile.Dalle nostre stesse ferite fai zampillare un'acqua viva.E con Te la valle di lacrime diventa luogo di sorgente.Così, in una vita interiore senza inizio nè fine,il miracolo della tua continua presenza fa nascereuna freschezza nuova"(Frere Roger) GRAZIE MICHELE
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